Nel 2024 AGCOM ha sanzionato Vincitù srl — concessionario ADM di gioco a distanza — per oltre 388.000 euro per violazioni del divieto di pubblicità del gambling. L’ispezione, partita da un controllo della polizia, ha portato a galla 50 contratti tra accordi promozionali e affiliazioni. La sanzione non ha colpito solo il concessionario: ha investito anche i creator e gli affiliate partner che pubblicavano contenuti promozionali per conto suo (fonte: Delibera AGCOM 121/24/CONS, sentenza TAR Lazio 13241/2024).
Questa decisione, insieme a quelle precedenti contro Google (750.000€), Meta (1,3M€) e altri, ha cambiato il modo di leggere il Decreto Dignità nel mondo affiliate. Il messaggio operativo è chiaro: l’attività di affiliazione gambling non è una zona franca normativa. È un’area regolamentata dove lavorare bene è possibile — ma serve sapere esattamente cosa la legge permette e cosa vieta.
Questo articolo spiega, in modo concreto, cosa il Decreto Dignità (D.L. 87/2018, convertito in L. 96/2018) impone all’affiliate marketing del gambling italiano nel 2026. Cosa è espressamente vietato, cosa resta permesso, come opera un network compliant, e quanto si rischia se si sbaglia.
Alla fine dell’articolo avrai:
- Il quadro normativo essenziale aggiornato al 2026
- L’elenco delle pratiche vietate — incluse quelle che molti credono ancora consentite
- Le aree di attività ancora possibili e in che condizioni
- Un protocollo operativo concreto per restare compliant come tipster, creator o affiliate publisher
Il quadro normativo: cos’è il Decreto Dignità
Il Decreto Dignità è il Decreto-Legge 12 luglio 2018, n. 87, convertito con modificazioni nella Legge 9 agosto 2018, n. 96. Tra le sue molte misure (lavoro, fiscalità, semplificazioni), l’articolo 9 — dedicato al “divieto di pubblicità di giochi e scommesse” — è quello che ha cambiato in modo strutturale il marketing gambling in Italia.
Il testo dell’articolo 9, comma 1, è ampio e netto:
“È vietata qualsiasi forma di pubblicità, anche indiretta, relativa a giochi o scommesse con vincite di denaro nonché al gioco d’azzardo, comunque effettuata e su qualunque mezzo, incluse le manifestazioni sportive, culturali o artistiche, le trasmissioni televisive o radiofoniche, la stampa quotidiana e periodica, le pubblicazioni in genere, le affissioni e i canali informatici, digitali e telematici, compresi i social media.”
Il divieto è entrato in vigore il 14 luglio 2018. Per i contratti pubblicitari preesistenti era previsto un periodo transitorio di un anno, scaduto il 14 luglio 2019. Da quella data il divieto è pienamente operativo. Dal 1° gennaio 2019 si è esteso anche alle sponsorizzazioni sportive (con l’eccezione dei cavalli e di alcune lotterie nazionali).
La ratio della norma è dichiarata: contrasto al disturbo da gioco d’azzardo (DGA, terminologia clinica che la legge introduce sostituendo “ludopatia”), tutela del consumatore, protezione delle categorie vulnerabili — minori, anziani, giocatori patologici.
L’autorità che vigila e sanziona è AGCOM (Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni), che con la delibera 132/19/CONS ha pubblicato le linee guida applicative — il documento di riferimento operativo per chiunque produca contenuti relativi al gambling.
Cosa è considerato “pubblicità di giochi e scommesse”
Le linee guida AGCOM definiscono la pubblicità diretta come “qualsiasi forma di comunicazione diffusa dietro pagamento o altro compenso, ovvero a fini di autopromozione, allo scopo di promuovere la fornitura, dietro pagamento, di giochi o scommesse con vincite in denaro”.
La pubblicità indiretta è il concetto più insidioso: include qualsiasi comunicazione che, anche senza essere esplicitamente promozionale, abbia un effetto promozionale di fatto. Esempio dei casi reali: un articolo apparentemente informativo che descrive con “tono enfatico” una piattaforma di gioco è stato qualificato come pubblicità indiretta dal Consiglio di Stato (sentenza 4297/2024). La forma neutra è il discrimine.
I destinatari del divieto, secondo l’art. 9 comma 2, sono tre soggetti in solido: il committente (chi paga il contenuto), il proprietario del mezzo o del sito (chi ospita il contenuto) e l’organizzatore della manifestazione (per gli eventi). Tradotto: in una collaborazione tipster-bookmaker, possono essere sanzionati entrambi.
Le eccezioni previste dalla legge
Le linee guida AGCOM 132/19/CONS riconoscono come escluse dal divieto le comunicazioni che mantengano un’esclusiva finalità “descrittiva, informativa ed identificativa dell’offerta di gioco legale”, funzionali a una scelta di gioco consapevole. In pratica: comparare quote, mercati, bonus è permesso a condizione che la comunicazione sia neutra, non ingannevole, non promozionale.
Restano inoltre permesse: le lotterie nazionali tradizionali, le comunicazioni istituzionali ADM, i contenuti su gioco responsabile, e l’editoria sportiva pura — quella che parla di sport senza vendere scommesse.
Cosa è vietato espressamente
Distinguere il vietato dal permesso è il punto in cui molti operatori sbagliano. Ecco l’elenco operativo del vietato, nel 2026.
Spot e banner pubblicitari a pagamento su qualsiasi mezzo (TV, radio, web, app, podcast). Non esistono eccezioni “creative”. Una creatività “soft” che promuove un brand bookmaker resta vietata.
Sponsorizzazioni sportive, culturali, artistiche che includano marchi di operatori di gioco a pagamento. Eccezioni: lotterie nazionali e ippica.
Native advertising e advertorial che promuovano giochi o scommesse — anche se segnalati come “contenuto sponsorizzato”. La forma sponsorizzata è proprio quella vietata.
Post sponsorizzati su social media (Facebook, Instagram, TikTok, X). I casi Meta e Google citati in apertura riguardano esattamente questo: AGCOM ha sanzionato le piattaforme per aver permesso ai propri inserzionisti business di sponsorizzare contenuti sul gambling.
Contenuti dei creator e influencer che promuovono direttamente o indirettamente bookmaker in cambio di un corrispettivo o di un’affiliazione. Il caso Spike Slot, citato dal TAR Lazio nella sentenza Vincitù, ha chiarito che il creator è destinatario del divieto al pari del bookmaker.
Link di affiliazione contestualizzati come promo o invito al gioco. Questo è il punto cruciale per chi fa affiliate marketing: il link tracciato in sé non è il problema — diventa illegale quando è accompagnato da un linguaggio che lo trasforma in un invito al gioco a pagamento.
Il caso dei creator e degli influencer
Il quadro per i creator si è ridefinito tra il 2023 e il 2025 attraverso una serie di provvedimenti AGCOM contro singoli profili e contro le piattaforme. La logica consolidata: il creator che pubblica contenuti dove il gambling è promosso in cambio di compenso (in denaro, in affiliate, in prodotto) è soggetto direttamente al divieto. La piattaforma che ospita questi contenuti è tenuta a rimuoverli su segnalazione AGCOM (procedura “take down e stay down”).
Per i tipster, questo significa che lo schema “canale Telegram con pronostici + link affiliate al bookmaker presentato come sponsor” è una violazione standard del Decreto. Lo schema legittimo richiede un’architettura completamente diversa, che vediamo nel paragrafo dedicato alla compliance operativa.
Le sanzioni: quanto si rischia davvero
L’art. 9 comma 2 stabilisce che la violazione comporta una sanzione pari al 5% del valore della sponsorizzazione o della pubblicità, comunque non inferiore a 50.000 euro per ogni violazione. Non c’è un tetto massimo nominale fisso: la sanzione scala con il valore economico del contenuto pubblicitario.
I casi reali rendono la cifra concreta:
- Google Ireland: 750.000€ per la diffusione di contenuti di gioco d’azzardo via YouTube (delibera AGCOM 50/24/CONS, confermata dal TAR Lazio nel 2024).
- Meta Platforms: ~1,3 milioni di euro per sponsorizzazioni gambling permesse a utenti business su Facebook e Instagram (procedimento AGCOM concluso nel 2024).
- Vincitù srl (concessionario ADM): 388.453,93€ per violazioni emerse dall’analisi dei contratti promozionali e di affiliazione (delibera AGCOM 121/24/CONS, sentenza TAR Lazio 13241/2024).
Il caso Vincitù è particolarmente significativo per il mondo affiliate: AGCOM ha analizzato nel dettaglio i contratti di affiliazione del concessionario, identificando in molti di essi violazioni del divieto. Questo dimostra che l’autorità entra nel merito tecnico dei contratti tra bookmaker e affiliati, non si limita al contenuto visibile.
Cosa è invece permesso (con cautela)
Il Decreto Dignità non ha cancellato l’informazione sportiva e l’editoria specializzata. Ha alzato l’asticella della forma. Queste sono le aree dove si lavora legittimamente.
Editoria sportiva pura. Articoli, podcast, video di analisi sportiva (probabilità, statistiche, tattica, formazioni) sono pienamente permessi. Il discrimine è che l’oggetto del contenuto deve essere lo sport, non la scommessa. Un articolo “Probabili formazioni Inter-Milan” è editoriale; un articolo “Le migliori scommesse per Inter-Milan” è pubblicità indiretta.
Comparazione informativa di operatori e offerte, purché rispetti i tre principi richiamati dalle linee guida AGCOM (delibera 132/19/CONS): continenza (linguaggio neutro), non ingannevolezza (informazioni veritiere), trasparenza (chiara identificazione dell’oggetto della comparazione).
Recensioni di bookmaker scritte in tono editoriale, non promozionale. Devono descrivere la piattaforma in modo identificativo, non incentivante. Disclosure sull’eventuale rapporto di affiliazione obbligatoria.
Contenuti su gioco responsabile, prevenzione DGA, statistiche del settore, articoli normativi e divulgativi sull’industria. Sono materia editoriale incentivata dalle stesse linee guida.
Comunicazioni istituzionali ADM e contenuti che riportano comunicati ufficiali del regolatore — sono per definizione fuori dall’ambito del divieto.
La differenza tra contenuto informativo e pubblicità mascherata
Il test pratico, applicato da AGCOM e dalla giurisprudenza, è triplice.
Test del tono: la comunicazione descrive in modo neutro l’oggetto, o lo “esalta”, lo presenta come opportunità, lo collega a vincite emozionali? Se prevale il secondo registro, è pubblicità indiretta.
Test dello scopo: l’obiettivo dichiarato del contenuto è informare il lettore o stimolare la conversione (registrazione, deposito)? Una CTA esplicita verso la registrazione bookmaker dentro un articolo “informativo” è la prova del nove dello scopo promozionale.
Test del contesto economico: il contenuto è prodotto a fronte di un corrispettivo (pagamento, affiliate revenue, prodotto in cambio)? Se sì, e contemporaneamente promuove il gambling, l’esistenza del corrispettivo lo qualifica come pubblicità a tutti gli effetti.
Disclosure e requisiti di trasparenza
Quando esiste un rapporto di affiliazione, la trasparenza non è solo etica: è giuridicamente rilevante. Ogni contenuto che includa link affiliate o citi un bookmaker partner deve riportare un disclosure esplicito (es. “Articolo redatto in collaborazione con […]” o “Questo sito può ricevere commissioni dai bookmaker citati”). Il disclosure non rende compliant un contenuto altrimenti vietato, ma è un requisito strutturale del fare le cose nel modo giusto.
Come opera un network di affiliazione compliant
Un network di affiliazione che lavora seriamente nel 2026 non si limita a non infrangere la legge: costruisce processi che impediscono strutturalmente le violazioni. Queste sono le sei pratiche operative del network compliant.
1. Solo concessionari ADM. Il network promuove esclusivamente bookmaker iscritti nell’elenco dei concessionari di gioco a distanza dell’Agenzia Dogane e Monopoli. Promuovere operatori non concessionari è illegale prima ancora che essere violazione del Decreto Dignità.
2. Verifica preventiva dei contenuti degli affiliati. Il network non si limita a fornire link tracciati: ha team di review che controllano i contenuti pubblicati dagli affiliati. Articoli, post social, video — tutto passa al vaglio della compliance prima della pubblicazione (o subito dopo, con take-down rapido in caso di violazioni).
3. Creativi compliant forniti dal network. Banner, copy testuali, immagini per le pagine di atterraggio sono prodotti dal network in forma neutra, con linguaggio descrittivo. L’affiliato non ha la libertà di “inventare” creatività promozionali.
4. Formazione obbligatoria degli affiliati. Onboarding strutturato che spiega cosa si può e cosa non si può scrivere. Aggiornamenti periodici sulle nuove pronunce AGCOM. Documentazione interna disponibile h24.
5. Esclusione automatica dei minorenni. Sistemi di age-verification sui canali del network e sui processi degli affiliati. Comunicazione del messaggio “vietato ai minori di 18 anni” resa obbligatoria nei contenuti.
6. Modulo gioco responsabile integrato. Link a strumenti di autoesclusione, riferimenti al Telefono Verde Nazionale per le dipendenze, integrazione con i protocolli ADM. Non è cosmetica: è un requisito che le linee guida AGCOM riconoscono come elemento positivo nella valutazione della finalità informativa.
Cerchi un network compliant?
Tipaffiliation è progettato attorno alla compliance Decreto Dignità: creativi pre-validati, review preventiva dei contenuti, formazione continua sugli aggiornamenti AGCOM.
Cosa chiedere al network prima di firmare
Tre domande essenziali quando valuti un network di affiliazione gambling nel 2026.
“Mi date i creativi compliant o devo produrli io?” Se il network ti lascia libero di scrivere quello che vuoi, sta scaricando su di te il rischio di compliance. Un network serio fornisce materiali pre-validati.
“Avete un processo di review dei contenuti che pubblico?” Se la risposta è no o “ci fidiamo di te”, il rischio operativo è interamente tuo. Se la risposta è sì, chiedi i tempi di review e chi li gestisce.
“In caso di contestazione AGCOM, mi assistete legalmente?” Network strutturati hanno protocolli di assistenza ai propri affiliati in caso di contestazione. Network improvvisati ti lasciano solo davanti all’ente regolatore.
Il rischio reale: cosa succede a chi sbaglia
Le sanzioni del Decreto Dignità non sono un costo del fare business: sono spesso superiori al valore generato dalla violazione. Ecco i passaggi tipici di un procedimento sanzionatorio AGCOM, basati sui casi reali del 2022-2025.
Fase 1 — Segnalazione o vigilanza d’ufficio. AGCOM riceve segnalazioni (concorrenti, associazioni di consumatori, controlli di polizia) o avvia indagini di propria iniziativa.
Fase 2 — Atto di contestazione. L’Autorità notifica formalmente la presunta violazione, con descrizione dei contenuti rilevati e quantificazione preliminare della sanzione. L’azienda contestata ha 30 giorni per memorie difensive.
Fase 3 — Istruttoria. AGCOM analizza memorie, eventuali documenti integrativi, può chiedere accessi ispettivi (come avvenuto in Vincitù).
Fase 4 — Delibera sanzionatoria. Pubblicazione della delibera con sanzione finale, ordine di rimozione dei contenuti illeciti (take down) e obbligo di prevenire ricadute (stay down).
Fase 5 — Eventuale ricorso al TAR Lazio. Le aziende possono impugnare al TAR. Nel 90%+ dei casi recenti il TAR ha confermato le sanzioni AGCOM. Il Consiglio di Stato in ultima istanza ha confermato i principi applicativi.
Quando consultare un avvocato
Tre scenari in cui non tirare a campare: ricezione di un atto di contestazione AGCOM (anche se ritieni l’accusa infondata), revisione contrattuale prima di firmare un nuovo contratto di affiliazione gambling rilevante, valutazione di una campagna borderline. Lo scarto tra pagare un parere preventivo e pagare una sanzione è tipicamente di 1:50.
Conclusione
Il Decreto Dignità ha definito un perimetro operativo netto. Dentro quel perimetro c’è spazio per editoria sportiva, comparazione informativa, recensioni neutre, network di affiliazione che lavorano con bookmaker concessionari ADM. Fuori da quel perimetro c’è un sistema sanzionatorio che colpisce in solido committente, sito ospitante e creator, con sanzioni che partono da 50.000 euro per ogni violazione.
Operare nel rispetto della legge non è un sovraccosto: è il modo in cui si costruisce un’attività di affiliate marketing gambling sostenibile nel medio periodo. Le aziende che hanno cercato scorciatoie sono state sanzionate. Quelle che hanno costruito processi compliant continuano a crescere.
Per approfondire come funziona operativamente un network italiano, vedi come funziona un network di affiliazione iGaming. Per capire il percorso professionale del tipster italiano nel 2026, è in arrivo l’articolo dedicato alla professione del tipster.
Compliance non è un costo, è un investimento
Lavora con un partner che opera nel pieno rispetto del Decreto Dignità
FAQ — Decreto Dignità e Affiliate Marketing
Cosa vieta esattamente il Decreto Dignità?
L’articolo 9 del D.L. 87/2018 (convertito in L. 96/2018) vieta qualsiasi forma di pubblicità, anche indiretta, relativa a giochi o scommesse con vincite di denaro, su qualunque mezzo: TV, radio, web, social media, sponsorship, manifestazioni sportive ed eventi. Restano permesse solo le comunicazioni informative neutre (comparazioni, recensioni editoriali, gioco responsabile) e specifiche eccezioni come lotterie nazionali e ippica.
Un tipster può fare affiliate marketing gambling in Italia?
Sì, ma solo a determinate condizioni: deve operare con un network che promuove esclusivamente bookmaker concessionari ADM, deve produrre contenuti informativi e non promozionali (analisi sportive, statistiche, comparazioni neutre), deve evitare CTA dirette al gioco a pagamento, deve includere disclosure sui rapporti di affiliazione e moduli di gioco responsabile.
Quali sono le sanzioni del Decreto Dignità?
La sanzione amministrativa pecuniaria è pari al 5% del valore della sponsorizzazione o pubblicità, comunque non inferiore a 50.000 euro per ogni violazione. Non c’è un tetto massimo nominale fisso. Casi reali documentati: Google sanzionato per 750.000€, Meta per circa 1,3 milioni, Vincitù srl per 388.453€.
Le recensioni di bookmaker su un blog sono legali?
Sì, se rispettano i principi delle linee guida AGCOM 132/19/CONS: continenza (linguaggio neutro), non ingannevolezza (informazioni veritiere), trasparenza (disclosure di eventuali rapporti di affiliazione). Una recensione “editoriale” è legale; una recensione che esalta vincite o invita al deposito è pubblicità indiretta.
Si può sponsorizzare un canale Telegram di pronostici?
No, se la sponsorizzazione promuove direttamente o indirettamente un bookmaker o un’offerta di gioco a pagamento. Il canale può vendere abbonamenti ai propri pronostici (rapporto B2C diretto) e può citare bookmaker in contenuti analitici, ma una sponsorizzazione formale del bookmaker al canale ricade nel divieto.
Come capire se un contenuto è informativo o pubblicitario?
Tre test: il test del tono (linguaggio neutro o “enfatico”?), il test dello scopo (informare o spingere alla conversione?), il test del contesto economico (esiste un corrispettivo da parte di un operatore di gioco?). Se anche solo uno di questi test indica finalità promozionale, è pubblicità ai sensi del Decreto Dignità.
Cosa significa che un bookmaker è AAMS o ADM concessionario?
AAMS (Amministrazione Autonoma dei Monopoli di Stato) è la denominazione storica dell’ente regolatore italiano del gioco. Dal 2012 è confluito in ADM (Agenzia delle Dogane e dei Monopoli). Un bookmaker “concessionario ADM” ha ottenuto regolare concessione statale per offrire giochi a distanza in Italia. Promuovere bookmaker non concessionari è illegale a prescindere dal Decreto Dignità.
Questo articolo è informativo e non costituisce parere legale. Per casi specifici consultare un avvocato. Vector Management opera in piena conformità al Decreto Dignità. Il gioco può causare dipendenza patologica.