Affiliazioni, Marketing
18 Agosto 2026

Attribution Model Gambling: Last-Click vs Multi-Touch

Come funziona l'attribution model nel gambling

Un affiliato porta un utente sul sito di un bookmaker tramite una storia Instagram. Tre giorni dopo, lo stesso utente rivede il nome del bookmaker in un banner su un altro sito e clicca di nuovo, questa volta convertendo. Chi incassa la commissione? Nella maggior parte dei network di affiliazione gambling attivi in Italia oggi, la risposta è quasi sempre la stessa: l’ultimo click prima della conversione, punto. Questo è il last-click attribution, il modello più diffuso — e anche il più discusso — nell’affiliate marketing iGaming. Non è l’unico modello disponibile, e non è nemmeno sempre il più corretto nel rappresentare chi ha davvero generato quella conversione.

L’attribution model è la regola con cui un network o un operatore ADM decide, tra tutti i touchpoint che un utente ha attraversato prima di registrarsi o depositare, quale riceve il merito — e quindi la commissione. Con il tracciamento server-to-server ormai standard sul lato tecnico (ne abbiamo scritto nella guida al postback S2S), la domanda che resta aperta è quella logica: quando ci sono più touchpoint, chi vince?

Cosa porterai a casa da questo articolo:

  • Le tre famiglie di attribution model usate nel gambling — last-click, multi-touch, data-driven — e le differenze concrete tra loro
  • Come funziona tecnicamente il tracciamento dietro ogni modello, dalla finestra di attribuzione alla deduplica tra affiliati
  • Un esempio numerico end-to-end: la stessa sequenza di click, tre commissioni diverse a seconda del modello applicato
  • Cosa cambia sul fronte privacy e consenso, e come Tipaffiliation gestisce l’attribuzione nel network Vector

Cos’è un attribution model e perché non è solo “a chi va la commissione”

Nell’affiliate marketing gambling il percorso di un utente prima della conversione è raramente lineare. Segue un tipster su Telegram, legge un confronto tra bookmaker su un blog, vede un banner su un forum sportivo, riceve una notifica push da un’app di pronostici. Ognuno di questi è un touchpoint: un’interazione tracciabile che, in teoria, ha contribuito a costruire la decisione finale di registrarsi e depositare presso un operatore concessionario ADM.

Il problema che l’attribution model risolve è tecnico ma ha conseguenze economiche dirette: quando più affiliati diversi hanno generato touchpoint sullo stesso utente, solo una regola di attribuzione può decidere come si distribuisce la commissione. Senza questa regola, un network non saprebbe a chi pagare cosa, e due affiliati diversi potrebbero rivendicare la stessa conversione.

Vale la pena distinguere subito l’attribution model dal modello di pagamento. Il CPA, RevShare o ibrido definisce quanto viene pagato per una conversione. L’attribution model definisce a chi viene attribuita quella conversione, prima ancora di calcolare quanto vale. Sono due livelli distinti dello stesso sistema: il primo è una questione di importo, il secondo di merito.

Come funziona il tracciamento: click, cookie, postback e finestra di attribuzione

Ogni attribution model si appoggia sugli stessi mattoni tecnici di base, che vale la pena separare per capire dove nasce la differenza tra i modelli.

Il click ID. Quando un utente clicca su un link di affiliazione, il sistema genera un identificativo univoco (click ID) che viene passato all’operatore, spesso tramite parametro nell’URL. Questo ID è la prova che quel touchpoint è avvenuto, con relativo timestamp.

Il metodo di persistenza. Storicamente il click ID veniva salvato in un cookie sul browser dell’utente, così che al momento della conversione il sito dell’operatore potesse “ricordare” da quale affiliato proveniva. È il meccanismo più fragile, perché dipende dalle impostazioni del browser, dal dispositivo e dalla persistenza nel tempo. Il tracciamento server-to-server bypassa questo limite: l’operatore registra l’evento di conversione sui propri sistemi e lo comunica al network via postback, senza dover interrogare un cookie sul dispositivo dell’utente.

La finestra di attribuzione. È il tempo massimo entro cui un click può ancora “contare” per una conversione. Nel mercato italiano le finestre più comuni per la registrazione vanno da 30 a 90 giorni; per il deposito la finestra è tipicamente più corta, spesso 24-72 ore dal click, proprio per limitare le sovrapposizioni tra affiliati diversi che intercettano lo stesso utente in momenti ravvicinati.

La deduplica. Quando più touchpoint di affiliati diversi cadono nella stessa finestra di attribuzione per lo stesso utente, il sistema deve applicare una regola di deduplica: chi vince tra un click di 10 giorni fa e uno di 2 ore fa? È qui che entra in gioco l’attribution model vero e proprio, perché la deduplica last-click, multi-touch e data-driven rispondono a questa domanda in modo radicalmente diverso.

Perché la deduplica è la fonte più comune di contestazioni tra affiliati

Nella pratica quotidiana di un network gambling, la maggior parte dei ticket di supporto aperti dagli affiliati riguarda proprio la deduplica, non l’importo della commissione in sé. Il caso tipico: un tipster segnala di aver generato un click su un utente che poi ha convertito, ma il sistema ha attribuito la conversione a un altro affiliato. Le cause più frequenti sono tre.

La prima è la sovrapposizione di finestra: due affiliati diversi intercettano lo stesso utente a distanza di ore, e solo la regola di deduplica del network — non sempre esplicitata con chiarezza nei termini contrattuali — decide chi vince. La seconda è la perdita del click ID per motivi tecnici, ad esempio quando l’utente naviga in modalità privata o cambia dispositivo tra il click e la conversione, interrompendo la catena di tracciamento lato cookie (un problema che il postback S2S riduce ma non elimina del tutto, perché richiede comunque un identificativo persistente lato operatore). La terza è la cosiddetta “auto-attribuzione”: l’utente stesso digita direttamente l’URL del bookmaker dopo aver visto un contenuto di affiliazione, senza cliccare alcun link tracciato — in questo caso nessun affiliato riceve la commissione, a meno che il network non applichi tecniche di view-through attribution, generalmente meno affidabili e meno diffuse nel gambling rispetto ad altri verticali.

Capire quale di queste tre dinamiche genera la contestazione è il primo passo per un affiliate manager per rispondere con dati alla mano, invece che con una spiegazione generica.

Le tre famiglie di attribution model a confronto

Nel gambling iGaming italiano convivono, con pesi diversi, tre approcci principali. La tabella seguente li mette a confronto su cinque dimensioni operative.

Dimensione Last-Click Multi-Touch (lineare / a U) Data-Driven
Logica di attribuzione 100% del merito all’ultimo click prima della conversione Merito distribuito su più touchpoint secondo pesi fissi (es. 40% primo, 40% ultimo, 20% intermedi nel modello a U) Merito distribuito secondo un modello statistico che pesa ogni touchpoint in base al suo impatto reale sulla probabilità di conversione
Complessità di implementazione Bassa — un solo ID da tracciare e confrontare Media — richiede storicizzare l’intera sequenza di touchpoint per utente Alta — richiede volumi di dati sufficienti e un modello (spesso ML) allenato sulle conversioni storiche
Trasparenza per l’affiliato Alta — è immediato capire se e perché si è ricevuta la commissione Media — richiede che il network esponga la logica di ripartizione dei pesi Bassa — il “perché” di una ripartizione specifica dipende dal modello, spesso non interamente esplicabile
Chi tende a favorire Affiliati bottom-of-funnel (comparatori, ultimo passaggio prima del sito operatore) Affiliati che generano consapevolezza iniziale insieme a chi chiude la conversione Il touchpoint che statisticamente sposta di più la probabilità di conversione, a prescindere dalla sua posizione nel funnel
Diffusione nel mercato gambling IT (2026) Standard di mercato, adottato dalla maggioranza dei network In crescita, soprattutto tra i network con più affiliati sullo stesso operatore Ancora minoritario, richiede scala e infrastruttura di data engineering che solo i network più strutturati possiedono

Va segnalata una quarta variante ibrida, meno formalizzata ma diffusa nella pratica: il last-click con protezione del primo touchpoint, dove l’ultimo click prende la commissione ma un affiliato “storico” (il primo che ha intercettato l’utente, entro una finestra più lunga) mantiene un diritto di prelazione se il last-click avviene entro un periodo molto breve dal primo contatto. È una soluzione di compromesso più che un modello puro, pensata per ridurre il malcontento degli affiliati top-of-funnel senza la complessità di un multi-touch completo.

Esempio numerico: la stessa sequenza di click, tre commissioni diverse

Per rendere concreta la differenza, ecco un caso lavorato end-to-end. Un utente attraversa questa sequenza in 6 giorni, con un deposito finale di 200€ presso un operatore concessionario ADM che riconosce un CPA di 150€ per registrazione+deposito qualificato:

  • Giorno 1 — Click dal profilo Instagram del Tipster A (contenuto: analisi pre-match)
  • Giorno 3 — Click da un banner comparativo sul sito del Publisher B
  • Giorno 6 — Click da un link diretto nel canale Telegram del Tipster C, seguito da registrazione e deposito di 200€

Con attribution last-click: l’intera commissione di 150€ va al Tipster C, l’ultimo touchpoint prima della conversione. Tipster A e Publisher B non ricevono nulla, nonostante abbiano generato le prime due interazioni.

Con attribution multi-touch a U (40/20/40): il Tipster A riceve 60€ (40% per aver generato il primo contatto), il Publisher B riceve 30€ (20% per il touchpoint intermedio), il Tipster C riceve 60€ (40% per aver chiuso la conversione). Il totale erogato resta 150€, ma la distribuzione riflette l’intero percorso.

Con attribution data-driven: il risultato dipende dal modello, ma in un caso tipico dove il touchpoint Telegram ha uno storico di conversione più alto rispetto al banner comparativo, il modello potrebbe assegnare qualcosa come 45€ al Tipster A, 15€ al Publisher B e 90€ al Tipster C — pesando non solo la posizione nel funnel ma l’efficacia storica del canale.

Lo stesso identico comportamento utente, tre distribuzioni di commissione radicalmente diverse. È questo il motivo per cui il modello di attribuzione andrebbe verificato prima di firmare un accordo di affiliazione, non scoperto a posteriori guardando l’estratto conto mensile.

GDPR, cookie e consenso: cosa cambia per chi traccia le conversioni

Il tracciamento delle conversioni, qualunque sia l’attribution model applicato a valle, resta un trattamento di dati personali e ricade pienamente nel perimetro del GDPR e delle linee guida del Garante Privacy italiano. Vale la pena chiarire un punto spesso frainteso nel settore: Google ha annunciato nell’aprile 2025 che Chrome non eliminerà i cookie di terze parti, mantenendo invece un sistema in cui è l’utente a scegliere se consentirli, revocabile in qualsiasi momento. Questo smentisce la narrativa di un “mondo cookieless” imminente che circolava fino al 2024 — ma non riduce affatto la pressione normativa sul tracciamento.

Due ragioni, indipendenti dalla policy di un singolo browser, spingono comunque il gambling iGaming italiano verso il tracciamento server-to-server: primo, Safari e Firefox bloccano già i cookie di terze parti per impostazione predefinita da anni, quindi una quota rilevante di traffico mobile e desktop non è mai stata raggiungibile via cookie; secondo, le linee guida del Garante Privacy aggiornate il 17 aprile 2026 — che affinano gli obblighi di consenso già fissati dal provvedimento base sui cookie e altri strumenti di tracciamento del 2021 — impongono comunque che qualunque tracciamento non tecnico (incluso quello a fini di attribuzione pubblicitaria) richieda un consenso esplicito, informato e revocabile, indipendentemente dal fatto che passi da un cookie o da un meccanismo server-side.

In pratica, per chi gestisce l’attribuzione in un network gambling, questo significa tre cose operative: il banner cookie del sito deve coprire esplicitamente le finalità di tracciamento per affiliazione, non solo quelle statistiche o tecniche; il consenso raccolto va registrato e deve restare dimostrabile in caso di controllo; e il rifiuto del tracciamento da parte dell’utente non può in alcun modo limitare l’accesso al servizio, come ribadito dal Garante nelle linee guida più recenti. Il postback S2S non è un modo per aggirare questi obblighi — è un meccanismo tecnico alternativo al cookie, ma il trattamento dei dati che ne consegue resta soggetto alle stesse regole di consenso.

Come lavora Tipaffiliation: attribuzione e trasparenza nel network Vector

Nel network Tipaffiliation, la piattaforma di affiliazione proprietaria di Vector, l’attribuzione delle conversioni è oggi impostata su un modello last-click con finestra dichiarata all’affiliato al momento dell’onboarding — non lasciata implicita nei termini contrattuali. La scelta del last-click come standard non è casuale: nel settore iGaming, dove un singolo operatore lavora spesso con decine di affiliati sullo stesso pubblico potenziale, un modello last-click chiaro e ben documentato riduce le contestazioni rispetto a un multi-touch mal spiegato, anche se distribuisce meno equamente il merito tra i touchpoint di awareness e quelli di chiusura.

Ogni affiliate manager dedicato del network comunica la finestra di attribuzione attiva per ciascun operatore partner e le regole di deduplica applicate quando più affiliati intercettano lo stesso utente. È un dettaglio che, come mostra l’esempio numerico sopra, incide direttamente sulle commissioni effettive — motivo per cui in Vector viene trattato come informazione da fornire proattivamente, non da nascondere nella documentazione tecnica.

Questo approccio si inserisce in una scelta più ampia: il network di affiliazione di Vector, descritto nel dettaglio nella guida su cos’è un network di affiliazione iGaming, punta a differenziarsi non tanto sul numero di operatori disponibili in dashboard, quanto sulla qualità dell’informazione che mette a disposizione dell’affiliato per capire da dove arrivano — e da dove non arrivano — le proprie commissioni. Un affiliato che conosce con precisione il modello di attribuzione applicato può ottimizzare la propria strategia di contenuto invece di lavorare alla cieca, indirizzando gli sforzi verso i formati e i canali che il modello effettivamente premia.

Se gestisci traffico qualificato su più canali e vuoi capire con quale modello di attribuzione lavora il tuo network attuale — o stai valutando un cambio — scopri come funziona l’affiliazione con Tipaffiliation.

Quale modello scegliere: checklist operativa per il tipster

Prima di firmare un accordo di affiliazione, o prima di valutare se cambiare network, queste sono le domande da porre esplicitamente:

  • Qual è l’attribution model applicato — last-click, multi-touch, data-driven o una variante ibrida?
  • Qual è la finestra di attribuzione per la registrazione e, separatamente, per il deposito qualificato?
  • Come viene gestita la deduplica quando più affiliati intercettano lo stesso utente nella stessa finestra?
  • Il tracciamento è basato su cookie, su postback server-to-server, o su entrambi in parallelo?
  • In caso di contestazione su una conversione mancata, quali log o evidenze il network mette a disposizione dell’affiliato?

Non esiste un modello “giusto” in assoluto: un tipster che lavora quasi esclusivamente in bottom-of-funnel (link diretti in bio, ultimo passaggio prima del deposito) ha tutto l’interesse a lavorare con network last-click. Un publisher che genera awareness iniziale su larga scala, invece, viene sistematicamente penalizzato da un modello last-click puro e dovrebbe cercare network con attribuzione multi-touch o quantomeno con protezione del primo touchpoint.

Errori comuni quando si valuta un attribution model

Nel confronto tra network o nella scelta di come impostare l’attribuzione per il proprio programma di affiliazione, alcuni errori tornano con regolarità.

Confondere il modello di pagamento con il modello di attribuzione. Un network può offrire un ottimo CPA o RevShare (si veda il confronto tra CPA, RevShare e ibrido) e allo stesso tempo un’attribuzione poco trasparente che, di fatto, riduce le conversioni effettivamente riconosciute all’affiliato. I due parametri vanno valutati separatamente, non dedotti l’uno dall’altro.

Non chiedere la finestra di attribuzione per iscritto. “Finestra standard di mercato” non è una risposta sufficiente: 30 giorni e 90 giorni producono risultati molto diversi per un affiliato che lavora su contenuti evergreen a lenta conversione, come le guide comparative, rispetto a chi genera conversioni immediate da link diretti.

Sottovalutare il ruolo dei modelli data-driven nel medio periodo. Con l’aumento dei volumi di dati disponibili ai network più strutturati, l’attribuzione data-driven — concettualmente vicina agli approcci di machine learning che Vector applica in altri ambiti tramite Gambla AI per l’analisi predittiva sportiva — è destinata a diventare più accessibile anche fuori dai network di grandissima scala. Un affiliato che oggi valuta solo last-click vs multi-touch rischia di non considerare come cambierà il proprio posizionamento quando i modelli statistici diventeranno lo standard.

Ignorare l’impatto sull’LTV riportato. Il modello di attribuzione influenza anche il modo in cui viene calcolato e riportato l’LTV del giocatore attribuito a un affiliato: con un last-click puro, un affiliato che genera solo consapevolezza iniziale non vedrà mai comparire nei propri report il valore lifetime degli utenti che ha effettivamente contribuito a portare nel funnel, con il rischio di sottostimare sistematicamente il proprio contributo reale al network.

Domande frequenti sull’attribution model nel gambling

Cos’è un attribution model nell’affiliate marketing gambling?

È la regola che un network o un operatore usa per decidere a quale touchpoint assegnare il merito — e quindi la commissione — di una registrazione o di un deposito, quando l’utente ha interagito con più fonti prima di convertire.

Perché il last-click è ancora lo standard nel network gambling?

Perché è semplice da implementare, facile da spiegare all’affiliato e da riconciliare lato operatore: un solo click ID determina l’intera commissione, senza bisogno di storicizzare l’intera sequenza di touchpoint.

La fine dei cookie di terze parti cambia l’attribuzione nel gambling?

Google ha smentito nell’aprile 2025 l’eliminazione dei cookie di terze parti da Chrome, mantenendo un sistema di scelta utente. Questo non riduce comunque la spinta verso il tracciamento server-to-server, già necessario per Safari e Firefox, che li bloccano di default.

Cosa cambia in termini di commissione tra last-click e multi-touch?

Con il last-click l’intera commissione va all’ultimo touchpoint. Con un multi-touch la commissione si distribuisce tra i touchpoint coinvolti secondo pesi definiti, premiando anche chi ha generato il primo contatto o un passaggio intermedio.

Quale finestra di attribuzione usa un network gambling in Italia?

Varia per network, ma le finestre più comuni per la registrazione vanno da 30 a 90 giorni; per il deposito qualificato sono spesso più corte, tra 24 e 72 ore dal click.

Il postback S2S sostituisce l’attribution model?

No: il postback è il meccanismo tecnico con cui l’operatore comunica l’evento di conversione. L’attribution model è la regola logica che decide, tra i touchpoint raccolti, quale riceve il merito.

Un tipster può chiedere al network quale attribution model viene applicato?

Sì, ed è buona pratica farlo prima di firmare: modello di attribuzione, finestra temporale e regole di deduplica vanno chiesti per iscritto prima dell’accordo, non scoperti a posteriori.


Il gioco è vietato ai minori di 18 anni e può causare dipendenza patologica.

Articolo redatto da Gladia per Vector Management. Vector srl (P.IVA 09532751212) opera nel settore gambling AAMS in conformità al Decreto Dignità (D.L. 87/2018) e alle linee guida AGCOM.

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