Affiliazioni, compliace e regolamenti
21 Luglio 2026

Codice ATECO Tipster: 73.11.03 vs 63.91.00

partita iva e codice ateco per tipster

Il codice ATECO giusto per un tipster che monetizza pronostici, community e affiliazioni non è uno solo: nella prassi professionale si usano 73.11.03 (Attività di influencer marketing) o 63.91.00 (Attività dei portali di ricerca sul web), a seconda che l’attività prevalente sia la creazione di contenuti e la promozione, oppure la gestione di un sito o portale di pronostici. Nessuno dei due è stato pensato in origine per il tipster sportivo: sono codici presi in prestito da settori affini, e la scelta tra i due cambia il coefficiente di redditività nel regime forfettario e, in alcuni casi, anche la gestione previdenziale INPS di riferimento.

Il tema è diventato più delicato dal 1° gennaio 2025, quando è entrata in vigore ATECO 2025, la nuova classificazione delle attività economiche adottata dall’ISTAT in coordinamento con altri enti istituzionali, operativa dal 1° aprile 2025 in sostituzione della precedente ATECO 2007. Il codice 73.11.03 è nato proprio con questa revisione: prima del 2025 non esisteva un codice specifico per l’influencer marketing, e chi operava nel settore era costretto a inquadrarsi sotto voci più generiche come 73.11.01 o 73.11.02.

Cosa porterai a casa da questo articolo:

  • Come funziona oggi la scelta tra 73.11.03 e 63.91.00, con una tabella decisionale pronta all’uso
  • Un esempio numerico che confronta imposte e contributi tra i due codici a parità di fatturato
  • Le regole aggiornate 2026 su soglia forfettario, coefficienti di redditività e aliquote INPS
  • Cosa cambia in concreto per chi ha già una Partita IVA attiva dopo la riclassificazione ATECO 2025

Cos’è un codice ATECO e perché conta per un tipster

Il codice ATECO è la classificazione con cui l’ISTAT identifica l’attività economica svolta da chi apre una Partita IVA. Non è un dettaglio burocratico: determina il coefficiente di redditività applicabile nel regime forfettario (la quota di fatturato su cui si calcolano imposte e contributi), la gestione previdenziale INPS di iscrizione, e in alcuni casi l’accesso a specifiche agevolazioni o obblighi settoriali.

Per un tipster la questione si pone nel momento in cui l’attività smette di essere occasionale. Sotto i 5.000 euro annui di compensi, in Italia è ancora possibile operare come prestazione occasionale senza Partita IVA, con ritenuta d’acconto applicata da chi eroga il compenso (tipicamente il network di affiliazione). Superata quella soglia, o quando l’attività diventa abituale anche a fatturato più basso, l’apertura della Partita IVA diventa un obbligo, non una scelta.

La riforma ATECO 2025: cosa è cambiato davvero

ATECO 2025 non è un semplice restyling: ha introdotto oltre mille nuovi codici ed eliminato quelli obsoleti, riorganizzando 22 sezioni (una in più rispetto alla precedente classificazione) per adeguare la mappa delle attività economiche italiane alla classificazione europea NACE Rev. 2.1. Per chi aveva già una Partita IVA attiva, la riclassificazione verso il nuovo codice corrispondente è stata effettuata d’ufficio dalle Camere di Commercio a partire dal 1° aprile 2025, senza costi né adempimenti a carico del titolare. Chi ritiene che il codice assegnato d’ufficio non rifletta l’attività realmente svolta può comunque presentare una variazione tramite il modello AA9/12 all’Agenzia delle Entrate.

Il caso più rilevante per questo settore è proprio la nascita del codice 73.11.03 — Attività di influencer marketing, introdotto con ATECO 2025 dopo un percorso di oltre tre anni promosso da Assoinfluencer e Confcommercio Professioni insieme al Ministero delle Imprese e del Made in Italy. Prima di questa data, chi produceva contenuti e monetizzava attraverso promozione e affiliazioni doveva necessariamente appoggiarsi a codici più generici legati alla pubblicità.

73.11.03 vs 63.91.00: cosa coprono davvero

I due codici descrivono attività diverse, e la sovrapposizione con il lavoro del tipster è parziale in entrambi i casi.

73.11.03 — Attività di influencer marketing comprende la gestione e creazione di contenuti per i social media, la pianificazione di campagne di influencer marketing, l’analisi dei risultati e la collaborazione con brand per la promozione di prodotti e servizi. È il codice più aderente al tipster che costruisce la propria attività su un canale Telegram, un profilo Instagram o un canale YouTube, monetizzando tramite affiliazioni e sponsorizzazioni.

63.91.00 — Attività dei portali di ricerca sul web copre la gestione di siti che utilizzano un motore di ricerca interno per organizzare grandi database di contenuti consultabili, inclusi i portali di confronto (prezzi, quote, offerte) con collegamenti verso altri siti. È il codice più aderente al tipster che gestisce un sito verticale di pronostici, con contenuti strutturati, comparazioni e link verso operatori terzi, più che a un rapporto diretto con una community sui social.

Nessuno dei due, va detto con chiarezza, è stato scritto pensando esplicitamente al pronostico sportivo: sono i codici più vicini all’attività reale, non una casella dedicata. Per questo la scelta corretta dipende da come il tipster genera fatturato in concreto, non dall’etichetta con cui si definisce.

Tabella decisionale: quale codice ATECO scegliere

Situazione operativa Codice indicato
Fatturato prevalente da affiliazioni su canale Telegram/Instagram/YouTube, contenuti e sponsorizzazioni 73.11.03
Fatturato prevalente da gestione di un sito/portale di pronostici con comparazioni e link ad operatori 63.91.00
Attività mista, con entrambe le componenti in proporzioni comparabili Primario secondo il fatturato prevalente + secondario per l’altra attività
Compensi ancora sotto 5.000 €/anno, attività non abituale Nessuno: prestazione occasionale, P.IVA non ancora obbligatoria

Tabella a scopo informativo generale. La classificazione corretta dipende dai fatti specifici dell’attività: verificare sempre con un commercialista prima dell’apertura della Partita IVA.

Un esempio numerico: stesso fatturato, due codici diversi

Il coefficiente di redditività è il vero punto di divergenza economica tra i due codici. Per 73.11.03 il coefficiente è 78%: su un fatturato di 40.000 euro, il reddito imponibile forfettario è 31.200 euro. Per 63.91.00 il coefficiente è 67%: sullo stesso fatturato, il reddito imponibile scende a 26.800 euro. A parità di ricavi, 63.91.00 genera una base imponibile più bassa — un elemento da considerare, ma solo dopo aver verificato che il codice descriva correttamente l’attività reale: il coefficiente più favorevole non è un criterio di scelta legittimo se non riflette ciò che si fa davvero.

Sull’imposta sostitutiva l’aliquota 2026 è identica per entrambi i codici: 15% ordinaria, ridotta al 5% per i primi cinque anni di attività per chi non ha svolto un’attività analoga nei tre anni precedenti e non è mera prosecuzione di un rapporto di lavoro dipendente. La soglia di accesso e permanenza nel regime forfettario resta fissata a 85.000 euro di ricavi annui, con uscita immediata dal regime se nello stesso anno si superano i 100.000 euro.

INPS: Gestione Separata o Gestione Commercianti

Qui la scelta del codice ATECO produce l’effetto economico più rilevante, ed è anche il punto meno univoco tra le fonti professionali consultate. Per il codice 63.91.00 la prassi prevalente indica l’iscrizione alla Gestione Commercianti, con aliquota 2026 del 24,48% sul reddito eccedente il minimale (circa 18.800 euro), più un contributo fisso dovuto anche a fatturato molto basso — riducibile del 35% per chi è in regime forfettario. Per il codice 73.11.03, le fonti non sono concordi: la maggioranza inquadra l’attività di influencer marketing nella Gestione Separata (aliquota 2026: 26,07% sul reddito imponibile, senza contributo fisso minimo), ma alcuni studi professionali la trattano come attività commerciale e la iscrivono a Gestione Commercianti. Questa incertezza non va risolta a tavolino: l’inquadramento previdenziale corretto dipende dalle modalità concrete di esercizio dell’attività, e va verificato con un commercialista prima di aprire la Partita IVA, non dopo.

La differenza pratica tra le due gestioni non è marginale. La Gestione Separata non prevede un contributo fisso minimo: chi fattura poco paga contributi proporzionalmente bassi, ma rischia un accredito contributivo ridotto ai fini pensionistici. La Gestione Commercianti impone invece un versamento minimo anche a fatturato quasi nullo — un costo fisso che pesa soprattutto nei primi anni di attività, quando il flusso di affiliazioni è ancora instabile.

Una nota di compliance: il tipster non è un concessionario, ma non è estraneo alle regole

Aprire la Partita IVA con il codice ATECO corretto regola il rapporto fiscale, non quello con la normativa sul gioco. Il tipster che promuove operatori tramite affiliazione opera in un perimetro in cui si applicano comunque i vincoli del Decreto Dignità sull’affiliate marketing gambling: la comunicazione deve restare informativa, senza promesse di vincita, e ogni bonus citato deve provenire dalla pagina pubblica del bookmaker concessionario ADM, mai a memoria.

Come Tipaffiliation supporta la scelta del tipster

La scelta del codice ATECO è solo il primo passo di un percorso che, per un tipster che lavora tramite affiliazione, si intreccia con le modalità di liquidazione dei compensi. Su Tipaffiliation, il network di affiliazione di Vector, i tipster ricevono supporto anche su questi aspetti operativi, con un affiliate manager dedicato che aiuta a capire come i modelli di pagamento — CPA, RevShare e ibrido — si riflettono sul fatturato dichiarato e quindi sulla pianificazione fiscale. Non è consulenza fiscale, ma un supporto pratico su come strutturare l’attività prima ancora di arrivare dal commercialista.

Chi valuta di entrare nel network di affiliazione iGaming per la prima volta trova spesso proprio nella scelta del codice ATECO il primo ostacolo pratico, prima ancora delle questioni di traffico o di contenuti.

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I requisiti per restare nel regime forfettario, non solo la soglia di fatturato

La soglia di 85.000 euro è la condizione più citata, ma non è l’unica. Per accedere e restare nel regime forfettario un tipster deve anche verificare di non aver percepito, nell’anno precedente, redditi da lavoro dipendente o assimilato superiori a 30.000 euro lordi — un limite che riguarda direttamente chi fa il tipster part-time mantenendo un impiego principale. Va inoltre verificato di non detenere partecipazioni di controllo in società che svolgono la stessa attività, direttamente o per interposta persona, e di non operare in prevalenza (oltre l’ordinaria soglia di legge) nei confronti dell’attuale o del precedente datore di lavoro nei due anni precedenti l’apertura della Partita IVA.

Chi accede al regime nei primi cinque anni di attività, e soddisfa i requisiti per la mera nuova iscrizione (non prosecuzione di un’attività già svolta, non ripresa entro tre anni di un’attività cessata in precedenza), beneficia dell’aliquota agevolata del 5% invece del 15%. È una condizione che vale la pena verificare con attenzione prima di dare per scontata: la mera apertura di una nuova Partita IVA non basta, se l’attività era già stata avviata, anche informalmente, negli anni precedenti.

Sul fronte previdenziale, sia chi si iscrive alla Gestione Separata sia chi si iscrive a Gestione Artigiani o Commercianti può richiedere, se in regime forfettario, la riduzione contributiva del 35% presentando domanda nel Cassetto Previdenziale INPS entro la scadenza indicata annualmente dall’Istituto (tipicamente fine febbraio per l’applicazione sull’anno in corso). La riduzione abbassa il costo previdenziale immediato, ma incide sull’accredito contributivo ai fini pensionistici: una valutazione da fare con il proprio consulente, non da attivare in automatico.

Quando conviene cambiare codice ATECO dopo l’apertura

Non è raro che un tipster apra la Partita IVA con un codice e, dopo qualche mese, si accorga che l’attività reale ha preso una direzione diversa da quella dichiarata: da creator di contenuti a gestore di un portale strutturato, o viceversa. In questo caso la variazione va comunicata all’Agenzia delle Entrate entro 30 giorni con il modello AA9/12, e va aggiornata anche la posizione in Camera di Commercio tramite Comunicazione Unica se si è iscritti al Registro Imprese. Il cambio di codice può modificare sia il coefficiente di redditività sia, come visto, la gestione previdenziale INPS: prima di procedere, vale la pena rifare i conti con un commercialista piuttosto che agire per intuito.

Domande frequenti

Qual è il codice ATECO giusto per un tipster nel 2026?

Non esiste un codice ATECO dedicato in modo specifico al tipster: nella prassi si usa 73.11.03 quando l’attività ruota attorno a contenuti, community e affiliazioni, oppure 63.91.00 quando prevale la gestione di un sito o portale di pronostici. La scelta dipende dall’attività prevalente realmente svolta.

Posso aprire la Partita IVA come tipster in regime forfettario?

Sì, entrambi i codici sono compatibili con il regime forfettario, rispettando la soglia di 85.000 euro di ricavi annui e gli altri requisiti della L. 190/2014.

Quanto si paga di contributi INPS come tipster in regime forfettario?

Dipende dalla gestione: nella Gestione Separata l’aliquota 2026 è 26,07% senza contributo fisso minimo; nella Gestione Commercianti è 24,48%, con un contributo fisso minimo dovuto anche a fatturato basso.

Il codice 73.11.03 comporta Gestione Separata o Gestione Commercianti?

Le fonti professionali non sono unanimi: la maggioranza indica Gestione Separata, alcuni studi indicano Gestione Commercianti. Va verificato con un commercialista in base alle modalità concrete di esercizio dell’attività.

Cosa cambia con ATECO 2025 per chi ha già la Partita IVA come tipster?

Le Camere di Commercio hanno riclassificato d’ufficio le posizioni attive dal 1° aprile 2025, senza costi. Chi ritiene il nuovo codice non corretto può presentare variazione con modello AA9/12.

Posso avere sia il codice 73.11.03 sia il 63.91.00?

Sì, come primario e secondario se l’attività copre entrambe le dimensioni. Il primario deve corrispondere all’attività prevalente per fatturato.

Serve una consulenza per scegliere il codice giusto?

È fortemente consigliata: un errore di inquadramento iniziale comporta una variazione successiva e, in alcuni casi, un ricalcolo dei contributi già versati.


Articolo redatto da Gladia, Tipster Professionista. Questo contenuto ha finalità informativa e non costituisce consulenza fiscale: la scelta del codice ATECO e del regime previdenziale va sempre verificata con un commercialista in base alla situazione specifica.

Il gioco è vietato ai minori di 18 anni e può causare dipendenza patologica.

Articolo redatto dal team editoriale Vector Management. Vector srl (P.IVA 09532751212) opera nel settore gambling AAMS in conformità al Decreto Dignità (D.L. 87/2018) e alle linee guida AGCOM.

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