Gambling, Marketing
22 Luglio 2026

Mondiali 2026 e Mercato Scommesse Italiano Senza l’Italia

Grafico mercato scommesse sportive italiano durante i Mondiali 2026

Il Mondiale di calcio 2026 ha mosso circa 60 miliardi di dollari di scommesse legali nel mondo, secondo le stime di H2 Gambling Capital — il 71% in più rispetto alle previsioni sui Mondiali 2022 e il 185% in più rispetto al 2018, complice il nuovo formato a 48 squadre e 104 partite, quaranta in più di qualsiasi edizione precedente. In Italia, però, il torneo si è giocato senza la Nazionale: la mancata qualificazione — la terza consecutiva dopo il 2018 e il 2022, una striscia senza precedenti nella storia moderna degli Azzurri — ha tolto al mercato italiano il suo normale moltiplicatore di volumi. Eppure i dati disponibili raccontano una crescita comunque solida: a giugno 2026 la spesa sulle scommesse sportive online in Italia ha raggiunto 120,3 milioni di euro, il 30,2% in più rispetto allo stesso mese dell’anno precedente.

Questo articolo mette in fila i numeri verificabili e datati — non le stime generiche e spesso contraddittorie che circolano in questi mesi su siti di scommesse e portali affiliate — per rispondere a una domanda precisa: quanto ha effettivamente pesato l’assenza dell’Italia sul mercato nazionale delle scommesse, e quanto invece il torneo ha comunque trainato la crescita grazie all’interesse globale. Dove i dati ufficiali non sono ancora disponibili, lo dichiariamo esplicitamente invece di stimarli.

Cosa porterai a casa da questo articolo:

  • Quanto vale, secondo le stime di settore, l’assenza della Nazionale italiana per il mercato scommesse nazionale
  • I dati ADM verificati su giugno 2026, primo mese del torneo, e cosa dicono davvero
  • Il confronto con gli Europei 2024, l’ultimo grande torneo giocato dall’Italia, come termine di paragone concreto
  • Il benchmark internazionale della Francia, arrivata in semifinale, e cosa dice sull’effetto “squadra di casa”
  • Lo stato del monitoraggio integrità sulle scommesse del torneo

Quanto pesa l’assenza azzurra: le stime dell’impatto

Il fattore di rischio più citato dagli analisti di settore per il mercato italiano dei Mondiali 2026 non riguarda la regolamentazione o la concorrenza tra operatori: riguarda il campo. H2 Gambling Capital, nella propria stima globale di 60 miliardi di dollari di scommesse sul torneo, indica esplicitamente la mancata qualificazione dell’Italia come uno dei principali fattori di contenimento della crescita per il mercato europeo, trattandosi di uno dei paesi con il maggior volume di scommesse sul calcio nel continente.

Una stima più puntuale, elaborata da Calcio&Finanza e ripresa dalla stampa di settore, quantifica l’ordine di grandezza: un Mondiale con l’Italia protagonista avrebbe potuto generare tra 1,5 e 2 miliardi di euro di raccolta complessiva nel mercato italiano. La mancata qualificazione, secondo questa stima, ridurrebbe i volumi del 20-30%, un buco compreso fra 300 e 600 milioni di euro di giocate, con una ricaduta sul margine degli operatori stimata fra 30 e 60 milioni di euro e un mancato gettito erariale fra 5 e 12 milioni di euro — la tassazione colpisce infatti il margine, non la raccolta lorda. È importante essere precisi sulla natura di questo numero: è una stima di settore costruita per analogia con altri casi (l’assenza USA nel 2018, quando il mercato appena liberalizzato generò comunque circa 400 milioni di dollari di raccolta legale secondo l’American Gaming Association), non un dato ADM ufficiale, e va trattata come tale.

L’effetto “squadra di casa” che l’Italia non ha avuto quest’anno è ben documentato altrove: in Francia, arrivata in finale ai Mondiali 2022, il 29% di tutte le giocate mondiali si è concentrato sulle sole sette partite della propria Nazionale. È la dimostrazione più diretta di quanto la presenza della squadra nazionale moltiplichi l’engagement rispetto al bacino abituale di scommettitori.

I numeri veri: cosa è successo al mercato italiano a giugno

Al netto delle stime sull’impatto dell’assenza, i dati ufficiali disponibili raccontano comunque una crescita significativa. Secondo la rilevazione di Italian Gaming Expo & Conference su dati ADM, a giugno 2026 — primo mese del torneo, dedicato interamente alla fase a gironi — la spesa sulle scommesse sportive online in Italia ha raggiunto 120,3 milioni di euro, il 30,2% in più rispetto allo stesso mese dell’anno precedente. La fonte attribuisce esplicitamente l’incremento alla “rassegna iridata organizzata da FIFA nei tre Paesi nordamericani”, che avrebbe polarizzato i palinsesti degli operatori del betting regolamentato — nonostante l’assenza della Nazionale.

Sul fronte della concorrenza tra concessionari, Lottomatica ha mantenuto la leadership con una quota di mercato sulla spesa del 29,31%, consolidando il vantaggio dei mesi precedenti. Più interessante il dato sui movimenti di quota: DAZNBet ha messo a segno una crescita del 79% della propria quota di mercato sulla spesa, seguita da DomusBet (+66,2%), Admiral Bet (+60%), Sportbet (+47,5%) ed E-Play24 (+8,4%). In discesa, invece, Bet365 (-3,5%) e William Hill (-11,5%). Un torneo senza la Nazionale di casa non ha quindi impedito una redistribuzione significativa delle quote di mercato fra i concessionari, segno che l’evento resta un momento di acquisizione clienti indipendentemente dal coinvolgimento diretto del pubblico italiano.

Questa redistribuzione merita una lettura più attenta perché non sembra casuale: gli operatori che guadagnano quota durante un grande torneo internazionale tendono a essere quelli con il palinsesto più ampio sui mercati esteri — antepost sulle nazionali straniere, marcatori, combo scommesse su più partite dello stesso giorno — piuttosto che quelli storicamente forti sul solo campionato italiano. DAZNBet, Admiral Bet e Sportbet, i tre operatori con la crescita relativa più marcata a giugno, sono concessionari che negli ultimi anni hanno investito proprio sull’ampiezza del palinsesto internazionale piuttosto che sulla profondità del mercato domestico. Il dato suggerisce una lettura strutturale più che congiunturale: quando manca il traino della Nazionale, il vantaggio competitivo tende a spostarsi verso chi ha costruito un’offerta meno dipendente dal calcio italiano.

Va detto, per completezza, che il calcio non è stato l’unico comparto scommesse a muoversi a giugno 2026: anche le scommesse ippiche fra agenzia e Ippica Nazionale hanno segnato una crescita, raggiungendo 51,9 milioni di euro di movimenti complessivi (+3,25% sullo stesso mese del 2025), secondo la rilevazione di Italian Gaming Expo & Conference su dati ADM. Un incremento più contenuto di quello registrato sul betting sportivo, a conferma che il traino dei Mondiali si è concentrato prevalentemente sul calcio — come prevedibile — senza generare un effetto trascinamento significativo su altri comparti scommesse.

Un torneo che cresce anche senza il traino della Nazionale è un segnale che vale la pena leggere con attenzione, perché racconta come si comporta oggi il mercato italiano delle scommesse quando il motore non è l’entusiasmo di piazza ma l’ampiezza del palinsesto internazionale.

Il termine di paragone: Europei 2024, quando l’Italia giocava

Per misurare quanto davvero pesi la presenza della Nazionale, il confronto più diretto è con l’ultimo grande torneo internazionale a cui l’Italia ha effettivamente partecipato: gli Europei 2024 in Germania. Secondo il Report Calcio 2025 della FIGC, basato su dati ADM, la raccolta complessiva delle scommesse su quel torneo in Italia ha raggiunto 790,5 milioni di euro, con un gettito erariale di 18,9 milioni. Di questi, 70,8 milioni di euro di raccolta sono arrivati dalle sole quattro partite disputate dagli Azzurri — una quota che dà la misura concreta di quanto pesi, sul totale, il coinvolgimento diretto del pubblico nazionale su un numero limitato di partite.

Il confronto non è perfetto — un Europeo a 24 squadre e un Mondiale a 48 hanno strutture di palinsesto molto diverse — ma il principio resta valido: quando l’Italia gioca, un sottoinsieme relativamente piccolo di partite (quattro su un totale ben più ampio) concentra una quota sproporzionata della raccolta rispetto al proprio peso numerico nel torneo. È lo stesso meccanismo osservato in Francia ai Mondiali 2026, su scala molto più ampia.

Uno sguardo oltre confine: la Francia, che l’Italia non ha avuto

Il benchmark più istruttivo arriva dalla Francia, semifinalista del torneo. Secondo i dati ufficiali diffusi dall’Autorité Nationale des Jeux (ANJ), l’autorità di regolamentazione del gioco francese, durante i Mondiali 2026 sono stati raccolti oltre 1,3 miliardi di euro di puntate online in Francia, più del doppio rispetto ai 597 milioni registrati nel 2022. Anche il prodotto lordo del gioco ha toccato un massimo storico, 157 milioni di euro contro i 70 milioni di quattro anni prima. La semifinale Francia-Spagna del 14 luglio è diventata la partita più giocata in Francia dal 2010, con 63 milioni di euro di puntate — superando persino la finale dei Mondiali 2022 fra Argentina e Francia, ferma a 51 milioni.

Il dato che più aiuta a leggere il caso italiano è però quello sulla concentrazione: durante i Mondiali 2022, il 29% di tutte le giocate mondiali in Francia si è concentrato sulle sole sette partite della propria Nazionale. Applicando lo stesso principio ai Mondiali 2026, con la Francia arrivata fino in semifinale, è ragionevole attendersi una concentrazione ancora più marcata sulle partite dei Bleus — un moltiplicatore di cui il mercato italiano, senza una squadra su cui polarizzare l’attenzione, non ha potuto beneficiare quest’anno.

Integrità e vigilanza: cosa dice il monitoraggio ULIS

Un aspetto meno discusso ma rilevante per un mercato regolamentato: l’ULIS (Unità di Informazione e Sicurezza) ha concluso il monitoraggio integrità sulle scommesse relative a tutte le 104 partite del torneo, nell’ambito della collaborazione con la FIFA Integrity Task Force, senza rilevare alcuna attività sospetta. Per un torneo di dimensioni record — quaranta partite in più di qualsiasi edizione precedente, con un volume di scommesse globale stimato in crescita del 71% — è un dato che merita di essere segnalato: l’espansione del mercato non si è accompagnata a un aumento delle anomalie rilevate, almeno secondo quanto riportato dal monitoraggio ufficiale.

Non è la prima volta: come hanno reagito altri mercati all’assenza della Nazionale

Il caso italiano ai Mondiali 2026 non è un esperimento isolato: altri mercati regolamentati hanno già attraversato la stessa situazione, ed è utile guardare cosa è successo per calibrare le aspettative. Il precedente più citato è quello degli Stati Uniti ai Mondiali 2018 in Russia, quando la nazionale statunitense mancò la qualificazione in un momento in cui il mercato delle scommesse sportive americano era appena stato liberalizzato a livello federale. Nonostante l’assenza della squadra di casa e la giovinezza del mercato regolamentato, il torneo generò comunque circa 400 milioni di dollari di raccolta legale secondo le stime dell’American Gaming Association — un segnale che un grande torneo internazionale mantiene un pubblico proprio, indipendentemente dalla partecipazione della nazionale locale, anche se su una scala nettamente inferiore rispetto a uno scenario con la squadra di casa in campo.

Il parallelo con l’Italia nel 2026 ha un limite evidente: il mercato italiano delle scommesse sportive è enormemente più maturo di quello statunitense nel 2018, con una base di scommettitori abituali molto più ampia e un palinsesto che non dipende dal singolo evento per generare traffico. Questo spiega perché il dato di giugno — +30,2% nonostante l’assenza azzurra — sia coerente con l’idea che un mercato maturo assorbe l’assenza della propria nazionale meglio di un mercato ancora in fase di consolidamento: la base di scommettitori esistente continua a giocare sulle partite delle altre nazionali, sui mercati antepost e sulle fasi finali del torneo, anche senza un interesse diretto legato al tifo nazionale.

Un confronto normativo: perché la Francia può “vedere” la propria crescita e l’Italia no

C’è una differenza strutturale che aiuta a spiegare perché il caso francese sia così ben documentato mentre quello italiano richiede di aspettare i bollettini trimestrali ADM: la Francia regola la pubblicità del gioco, l’Italia la vieta quasi integralmente. In vista dei Mondiali 2026, gli operatori francesi avevano dichiarato un incremento del 25% dei budget pubblicitari, concentrando circa 150 milioni di euro di investimenti fra giugno e luglio, prevalentemente in televisione. L’ANJ aveva chiesto agli operatori di non superare i budget dichiarati e di limitare eventuali riallocazioni della spesa pubblicitaria durante il torneo, per contenere la pressione promozionale e il rischio di gioco eccessivo — indicazioni che, secondo il regolatore, sono state sostanzialmente rispettate. Le nuove pause di raffreddamento introdotte durante le partite non sono state commercializzate dalle emittenti francesi agli operatori, evitando un’ulteriore esposizione pubblicitaria nei momenti di sospensione del gioco.

In Italia il quadro è opposto per impostazione: l’articolo 9 del Decreto Dignità (D.L. 87/2018) vieta la pubblicità diretta del gioco con vincite in denaro su qualsiasi mezzo, con sanzione pari al 5% del valore della sponsorizzazione e un minimo di 50.000 euro per violazione, senza tetto massimo. Questo significa che il mercato italiano non genera lo stesso tipo di dato pubblicitario tracciabile che la Francia usa per misurare in tempo reale l’esposizione promozionale legata al torneo — un effetto collaterale della normativa che, se da un lato limita la pressione commerciale sul pubblico, dall’altro rende strutturalmente più opaca la lettura di quanto gli operatori stiano effettivamente investendo per intercettare l’attenzione generata da un grande evento come i Mondiali. Per un mercato che si presenta come uno dei più regolamentati d’Europa, è una differenza che vale la pena avere presente quando si confrontano dati italiani e francesi sullo stesso torneo: non stiamo misurando esattamente la stessa cosa con lo stesso livello di trasparenza.

Cosa resta da vedere: il dato di luglio

Un’analisi onesta di questo torneo non può ignorare un limite: al momento della scrittura di questo articolo, il bollettino ADM relativo a luglio 2026 — il mese che ha coperto gli ottavi, i quarti, le semifinali e la finale del 19 luglio, ossia la fase in cui storicamente si concentra la quota più alta di raccolta di un Mondiale — non è ancora stato pubblicato. In base alla cadenza osservata nei mesi precedenti, il dato di un mese viene reso disponibile con circa dieci giorni di ritardo rispetto alla sua chiusura: quello di luglio è quindi atteso indicativamente entro la prima metà di agosto 2026. Fino a quella pubblicazione, qualunque stima sul totale della raccolta italiana per l’intero torneo resterebbe una proiezione, non un dato verificato — e per questo non la presentiamo come tale in questo articolo.

Chi lavora con dati di mercato sa che la tentazione di riempire un vuoto informativo con una proiezione è forte — ma un numero stimato spacciato per dato ufficiale è esattamente il tipo di errore che mina la credibilità di un’analisi. Gambla AI lavora sullo stesso principio quando comunica un’incertezza: dichiararla è meglio che nasconderla dietro una cifra approssimata.

Cosa significa per gli operatori e il network

Per un network di affiliazione come Tipaffiliation, un torneo che cresce anche senza il traino della Nazionale conferma un principio strutturale del mercato italiano: il palinsesto internazionale, non solo l’entusiasmo di piazza, è ormai un motore autonomo di crescita per gli operatori regolamentati. La ridistribuzione delle quote di mercato osservata a giugno — con concessionari emergenti come DAZNBet in forte crescita relativa — segnala inoltre che i grandi eventi restano momenti privilegiati di acquisizione clienti, indipendentemente dal coinvolgimento diretto degli scommettitori italiani nel tifo per la propria Nazionale.

Per chi opera nel network di affiliazione iGaming italiano, il caso Mondiali 2026 è anche un promemoria su come si legge un mercato con onestà: separare la stima dal dato verificato, dichiarare i vuoti informativi invece di colmarli con proiezioni, e aggiornare l’analisi quando i dati mancanti diventano disponibili — lo stesso principio che guida la lettura delle quote e dei prediction markets trattata in altri approfondimenti di questo blog.

Questo tipo di analisi — costruita su dati verificabili, con le stime dichiarate come tali e i vuoti informativi segnalati esplicitamente — è pensata per essere citata da stampa di settore, analisti e altri operatori più che per generare conversione diretta. È la logica del pezzo canonico: meno spinta commerciale, più affidabilità come riferimento, nella convinzione che un’analisi verificabile linkata da terzi valga, nel tempo, più di una conversione immediata su un singolo articolo.

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Domande frequenti

L’Italia ha giocato i Mondiali 2026?

No. L’Italia non si è qualificata per i Mondiali 2026, la terza assenza consecutiva dopo il 2018 e il 2022 — una situazione senza precedenti nella storia moderna della Nazionale.

Quanto ha mosso il mercato globale delle scommesse ai Mondiali 2026?

Circa 60 miliardi di dollari secondo le stime di H2 Gambling Capital, il 71% in più rispetto alle previsioni per i Mondiali 2022 e il 185% in più rispetto al 2018, complice anche il nuovo formato a 48 squadre e 104 partite.

Quanto ha perso il mercato italiano per l’assenza della Nazionale?

Secondo una stima di Calcio&Finanza ripresa dalla stampa di settore, un Mondiale con l’Italia protagonista avrebbe potuto generare 1,5-2 miliardi di euro di raccolta nel Paese; l’assenza taglierebbe i volumi del 20-30%, un buco stimato fra 300 e 600 milioni di euro. È una stima, non un dato ADM ufficiale.

Il mercato italiano è comunque cresciuto durante i Mondiali 2026?

Sì. A giugno 2026 la spesa sulle scommesse sportive online in Italia ha raggiunto 120,3 milioni di euro, in crescita del 30,2% su base annua, con la crescita esplicitamente attribuita al Mondiale nonostante l’assenza azzurra.

Quanto aveva raccolto il mercato italiano agli Europei 2024, quando l’Italia giocava?

790,5 milioni di euro di raccolta complessiva secondo il Report Calcio 2025 della FIGC su dati ADM, di cui 70,8 milioni concentrati sulle sole 4 partite disputate dall’Italia — un utile termine di paragone per misurare l’effetto della Nazionale sui volumi.

Sono stati rilevati problemi di integrità nelle scommesse sui Mondiali 2026?

No. L’ULIS ha concluso il monitoraggio integrità su tutte le 104 partite del torneo senza rilevare attività sospette.

Quando saranno disponibili i dati ADM completi sul Mondiale 2026?

Il bollettino relativo a luglio 2026, che copre la fase finale del torneo conclusa il 19 luglio, non era ancora pubblicato al momento della scrittura di questo articolo ed è atteso indicativamente entro la prima metà di agosto 2026, in base alla cadenza di pubblicazione osservata nei mesi precedenti.


Il gioco è vietato ai minori di 18 anni e può causare dipendenza patologica. I dati riportati hanno finalità informativa e statistica: le stime di settore citate sono dichiarate come tali e non vanno confuse con dati ufficiali ADM. Si invita a giocare in modo responsabile.

Vector srl (P.IVA 09532751212) opera nel settore gambling AAMS in conformità al Decreto Dignità (D.L. 87/2018) e alle linee guida AGCOM.

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