Nel 2025 l’ADM ha assegnato 52 concessioni per il gioco a distanza a 46 operatori economici, secondo i dati riportati nella prima Relazione al Senato sul gioco pubblico prevista dal D.Lgs. 41/2024. In Italia il gioco con vincite in denaro può essere promosso legalmente soltanto nell’ambito del sistema concessorio ADM, direttamente da un concessionario o attraverso soggetti che operano per suo conto. Pubblicizzare siti non autorizzati, promettere vincite o costruire contenuti pensati per aggirare il divieto pubblicitario espone a sanzioni che partono da 50.000 euro e possono coinvolgere sia l’operatore sia chi diffonde il messaggio.
La normativa italiana sul gambling si è formata attraverso più interventi che oggi si sovrappongono: il Decreto Dignità del 2018 sulla pubblicità, la riforma delle concessioni del 2024, le successive delibere AGCOM e gli obblighi ordinari in materia di privacy e identificazione del cliente. Per un operatore ADM o per chi lavora in affiliazione non si tratta di teoria. Una comunicazione impostata male può avere conseguenze concrete, dalla contestazione da parte delle autorità fino alla sospensione della collaborazione con il programma di affiliazione.
La difficoltà nasce soprattutto dal modo in cui queste fonti si incastrano. Il Decreto Dignità stabilisce il divieto generale, il D.Lgs. 41/2024 ridisegna il sistema delle concessioni e le delibere AGCOM chiariscono, nel tempo, casi che le norme principali non disciplinano nel dettaglio. Leggere un solo provvedimento senza considerare gli altri può quindi portare a conclusioni incomplete o non più aggiornate. Per questo, nell’articolo, i riferimenti sono indicati con numero e data precisi invece di ricorrere alla formula generica “normativa vigente”.
In questo articolo trovi:
- Come funziona il sistema delle concessioni ADM dopo la riforma del 2024
- Cosa vieta il Decreto Dignità e come sono calcolate le sanzioni previste
- Come sono cambiate le linee guida AGCOM sulla comunicazione del gioco responsabile
- Gli obblighi legati a tutela del giocatore, RUA e trattamento dei dati personali
Il sistema delle concessioni ADM dopo la riforma del 2024
In Italia il gioco pubblico con vincita in denaro è una riserva legale dello Stato e può essere offerto soltanto da soggetti titolari di concessione ADM. Prima del 2024 il sistema poggiava su norme stratificate, alcune risalenti al D.Lgs. 496/1948 e poi integrate da successivi provvedimenti dell’Agenzia. Il Decreto Legislativo 25 marzo 2024, n. 41, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 78 del 3 aprile 2024 in attuazione della delega fiscale prevista dall’articolo 15 della L. 111/2023, ha riordinato la disciplina con particolare attenzione al gioco a distanza.
La riforma ha introdotto il modello concessorio “single skin”, in base al quale ogni concessione è associata a un solo marchio commerciale, superando il precedente assetto multi-brand collegato alla stessa licenza. L’articolo 13 ha inoltre previsto l’Albo dei Punti Vendita Ricariche presso l’ADM, obbligatorio per chi gestisce fisicamente le ricariche dei conti di gioco. Il decreto prevede anche una Relazione annuale al Parlamento, da trasmettere entro il 31 dicembre, con dati aggiornati su raccolta, gettito e stato delle concessioni. È il riferimento da consultare quando serve conoscere il numero effettivo dei concessionari attivi, perché questo dato può cambiare nel tempo e non va dato per acquisito.
Per chi lavora in affiliazione la regola pratica è netta: prima di promuovere un operatore bisogna verificare che disponga di una concessione ADM attiva. Il controllo va fatto sul sito istituzionale dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, non su elenchi di terze parti. Per capire invece come si struttura commercialmente un network che lavora con operatori autorizzati, la guida su cos’è un network di affiliazione iGaming entra nel merito del rapporto tra operatori, network e affiliati.
Decreto Dignità: cosa vieta davvero l’articolo 9
Il Decreto Legge 12 luglio 2018, n. 87, convertito nella Legge 9 agosto 2018, n. 96 e conosciuto come Decreto Dignità, resta il riferimento centrale per il divieto di pubblicità del gioco in Italia. L’articolo 9, comma 1, vieta la pubblicità diretta e indiretta di giochi e scommesse con vincite in denaro su qualsiasi mezzo di comunicazione, dalla televisione alla radio, dalla stampa ai siti web, fino ai social media e alle sponsorizzazioni sportive.
Il comma 2 disciplina le sanzioni: l’importo è pari al 5% del valore della sponsorizzazione o della pubblicità realizzata, con un minimo di 50.000 euro per ogni violazione. Su questo punto circola spesso l’indicazione di un limite massimo di 500.000 euro, ma il testo prevede il 5% senza fissare quel tetto. In presenza di campagne di valore elevato, quindi, la sanzione può superare quella cifra. Il comma 6 introduce invece una deroga specifica per le lotterie a estrazione differita gestite direttamente dallo Stato.
Per affiliati e tipster il nodo più delicato è spesso la pubblicità indiretta. Anche un contenuto che non cita apertamente un bookmaker può diventare problematico se, nel complesso, funziona come un invito riconoscibile al gioco con vincita in denaro. Da qui discendono alcune cautele molto concrete: evitare inviti, anche impliciti, a effettuare una giocata, non presentare un pronostico come una garanzia di risultato e prestare particolare attenzione al modo in cui vengono comunicate le affiliazioni sui social.
Le linee guida AGCOM sulla comunicazione del gioco responsabile
Il Decreto Dignità stabilisce il divieto generale, mentre l’AGCOM (Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni) ne ha precisato l’applicazione attraverso diverse delibere succedutesi nel tempo. Un primo riferimento fondamentale è la delibera 132/19/CONS, con cui l’Autorità ha definito le linee guida iniziali per l’attuazione del divieto pubblicitario.
Nel 2026 l’AGCOM è intervenuta ancora sul tema. La delibera n. 85/26/CONS, adottata a marzo, ha chiarito che le comunicazioni previste dall’articolo 15, commi 2 e 3, del D.Lgs. 41/2024, cioè le campagne informative sul gioco sicuro e responsabile che i concessionari devono realizzare, non sono considerate pubblicità commerciale in senso proprio. Sono trattate come campagne di utilità sociale e non ricadono quindi nelle stesse limitazioni previste dall’articolo 9 del Decreto Dignità. La distinzione è importante, ma non va interpretata in modo estensivo: una comunicazione sul gioco responsabile deve restare tale e non trasformarsi in promozione indiretta.
La delibera n. 200/26/CONS, approvata il 29 luglio 2026, completa questo quadro e mira a evitare che le campagne sul gioco responsabile vengano utilizzate come una forma indiretta di promozione. Il passaggio riguarda da vicino anche tipster e creator che comunicano capacità predittive, perché il confine tra analisi statistica e messaggio che lascia intendere una vincita può diventare molto sottile. L’Autorità richiama quindi l’attenzione sul contenuto complessivo della comunicazione, non soltanto sulle parole utilizzate. Il testo integrale della delibera è disponibile sul sito ufficiale dell’AGCOM.
RUA e obblighi di tutela del giocatore
Oltre alle regole sulla comunicazione, i concessionari devono adottare strumenti pensati per tutelare direttamente il giocatore. Tra questi c’è il Registro Unico delle Autoesclusioni (RUA), che centralizza le richieste di autoesclusione. Quando un giocatore attiva l’autoesclusione presso un operatore, la richiesta viene estesa a tutti i concessionari ADM e non resta limitata al singolo sito. Il sistema serve proprio a evitare che l’autoesclusione da una piattaforma possa essere aggirata aprendo un nuovo conto presso un altro operatore autorizzato.
Agli strumenti di autoesclusione si affiancano limiti di deposito, perdita e sessione impostabili dal giocatore, test di autovalutazione e controlli sull’età al momento dell’apertura del conto. Anche chi lavora in affiliazione deve conoscere questi meccanismi. Un contenuto che invita a ignorare i limiti, li presenta come un fastidio o suggerisce di aggirare l’autoesclusione entra in contrasto con la logica di tutela su cui si basa il mercato regolamentato.
Anche il tono conta. Presentare questi strumenti come ostacoli burocratici da sopportare, invece che come misure di tutela, può rendere la comunicazione incoerente con lo spirito della normativa. Un testo può apparire formalmente corretto e diventare comunque problematico se, nel complesso, minimizza i rischi che limiti e autoesclusione sono stati introdotti per gestire.
Verifica identità, KYC e protezione dei dati personali
L’apertura di un conto di gioco presso un operatore ADM richiede procedure di identificazione del cliente, indicate comunemente come KYC (Know Your Customer). Queste procedure comportano il trattamento di dati personali, tra cui documento d’identità, eventuali dati biometrici utilizzati nei sistemi di verifica più recenti e informazioni sulle transazioni. Il trattamento rientra nell’ambito del Regolamento (UE) 2016/679 (GDPR), la cui applicazione, per i profili di competenza, è vigilata dal Garante per la protezione dei dati personali.
Per un affiliato che gestisce contenuti, community o percorsi di acquisizione, l’attenzione va soprattutto ai dati raccolti direttamente. Se vengono acquisiti indirizzi email, numeri di telefono o altre informazioni personali per finalità di marketing collegate al gioco, si applicano le normali regole su base giuridica, consenso, informativa e finalità del trattamento. Il settore gambling non gode di un’esenzione che riduca questi obblighi; al contrario, la natura dell’attività richiede particolare attenzione.
Cosa cambia in pratica per chi lavora in affiliazione
La delibera n. 204/23/CONS offre un esempio utile per capire come l’AGCOM interpreti la pubblicità indiretta. Il caso riguardava contenuti di sponsorizzazione del gioco diffusi attraverso Facebook. L’Autorità ha ritenuto che la promozione di contenuti identici o equivalenti tramite il social network potesse comunque rientrare nel divieto previsto dall’articolo 9, anche quando a diffonderli era un “utente business” e non direttamente un operatore di gioco. Il punto è chiaro: il fatto di utilizzare una piattaforma di terzi non crea automaticamente un’esenzione. Conta il contenuto del messaggio, non soltanto il canale attraverso cui viene pubblicato.
Per chi produce contenuti in affiliazione senza gestire direttamente una concessione, il quadro si può ricondurre a quattro regole operative da rispettare su qualunque canale:
- Promuovere soltanto operatori con concessione ADM attiva e verificata, evitando piattaforme non autorizzate anche quando propongono condizioni economiche più convenienti
- Non presentare analisi, pronostici o strumenti predittivi come garanzie di vincita, neppure in modo implicito o ironico
- Inserire i disclaimer sul gioco responsabile in modo chiaro e leggibile, senza relegarli a un elemento grafico marginale
- Gestire gli eventuali dati personali raccolti dal pubblico con lo stesso rigore previsto per ogni altro trattamento soggetto al GDPR
Per chi svolge l’attività di tipster in modo continuativo c’è anche un tema fiscale da considerare. L’approfondimento su quale codice ATECO scegliere affronta un profilo di compliance diverso da quello pubblicitario, ma altrettanto concreto per chi opera professionalmente nel settore.
La tabella seguente riassume gli obblighi principali, il relativo riferimento normativo e i soggetti interessati. Può servire come promemoria operativo, ma non sostituisce la lettura dei testi completi quando occorre valutare un caso specifico.
| Obbligo | Riferimento normativo | A chi si applica |
|---|---|---|
| Operare solo con concessione ADM attiva | D.Lgs. 41/2024 | Operatori, affiliati, punti vendita ricariche |
| Divieto di pubblicità diretta o indiretta | D.L. 87/2018, art. 9, commi 1-2 | Operatori, concessionari, affiliati, creator |
| Comunicazione gioco responsabile corretta | Delibere AGCOM 132/19, 85/26, 200/26/CONS | Concessionari e chi produce contenuti sul tema |
| Autoesclusione centralizzata (RUA) | Normativa ADM su tutela del giocatore | Operatori concessionari |
| Trattamento dati personali conforme | Regolamento (UE) 2016/679 (GDPR) | Operatori, affiliati che raccolgono dati propri |
Vuoi una consulenza di compliance su misura per il tuo brand o il tuo canale?
Il team Vector Management affianca operatori e affiliati nella gestione quotidiana degli aspetti di conformità normativa.
Parla con Vector Management →Checklist di conformità essenziale
Questi controlli possono essere ripetuti periodicamente, sia da chi gestisce un brand ADM sia da chi lavora in affiliazione:
- La concessione ADM dell’operatore che promuovi è attiva e verificata di recente, non controllata una volta e mai più aggiornata?
- Nessun contenuto recente presenta un pronostico o un dato predittivo come garanzia di risultato, nemmeno in tono ironico o colloquiale?
- I disclaimer di gioco responsabile sono presenti, leggibili e non nascosti in fondo a un testo lunghissimo o in un carattere minuscolo?
- Se raccogli dati di contatto dal tuo pubblico, hai una base giuridica chiara e un’informativa privacy aggiornata?
- Conosci la differenza tra comunicazione di gioco responsabile e pubblicità del gioco, così come tracciata dalle ultime delibere AGCOM?
Domande frequenti
Cosa succede se promuovo un operatore senza concessione ADM?
Promuovere un operatore non autorizzato significa pubblicizzare gioco illegale, con possibili conseguenze sia per l’operatore sia per chi diffonde il contenuto. L’ADM dispone di strumenti per inibire i domini e rende pubblici i casi che riguardano piattaforme non autorizzate. La concessione va quindi verificata sul sito ADM prima di iniziare una collaborazione e ricontrollata nel tempo.
Qual è la sanzione minima per violazione del Decreto Dignità?
L’articolo 9, comma 2, del D.L. 87/2018 prevede una sanzione pari al 5% del valore della sponsorizzazione o della pubblicità realizzata, con un minimo di 50.000 euro per ogni violazione. Il testo non stabilisce un tetto massimo: il 5% viene quindi calcolato sul valore dell’operazione.
Cos’è il RUA e come funziona?
Il RUA è il Registro Unico delle Autoesclusioni. Quando un giocatore attiva l’autoesclusione presso un operatore, la richiesta viene estesa a tutti i concessionari ADM. Per il periodo scelto non è quindi possibile aprire nuovi conti di gioco sulle piattaforme autorizzate.
Comunicare il gioco responsabile equivale a fare pubblicità del gioco?
No. La delibera AGCOM n. 85/26/CONS considera le campagne informative previste dall’articolo 15 del D.Lgs. 41/2024 come comunicazioni di utilità sociale e non come pubblicità commerciale. La delibera n. 200/26/CONS precisa però che questa distinzione non può essere usata per aggirare indirettamente il divieto previsto dall’articolo 9.
Un affiliato deve rispettare gli stessi obblighi di un operatore ADM?
No, gli obblighi non sono identici. La concessione e strumenti come il RUA restano in capo agli operatori. Il divieto pubblicitario del Decreto Dignità e le regole sulla comunicazione responsabile, invece, riguardano anche chi diffonde contenuti riferiti al gioco con vincita in denaro, compresi affiliati e creator.
Dove verifico se un operatore ha davvero una concessione ADM attiva?
La verifica va fatta sul sito istituzionale dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, dove sono pubblicati gli elenchi ufficiali dei concessionari autorizzati per il gioco a distanza. Per questo controllo è la fonte da privilegiare rispetto agli elenchi pubblicati da soggetti terzi.
Il gioco è vietato ai minori di 18 anni e può causare dipendenza patologica.
Articolo redatto dal team editoriale Vector Management. Vector srl (P.IVA 09532751212) opera nel settore gambling AAMS in conformità al Decreto Dignità (D.L. 87/2018) e alle linee guida AGCOM.
Serve supporto sulla compliance del tuo canale o del tuo brand?
Sei un operatore ADM? Scopri i servizi per bookmaker →